Louis Vuitton borse, linea Galuchat per la primavera-estate 2011

  • Commenti (2)
  • Condividi
  • Email
  • Stampa

lv pe 2011 Galuchat art nouveau

Non possiamo iniziare una nuova e interessante giornata senza dare prima un’occhiata alle novità della collezione primavera-estate 2011 di Louis Vuitton. Dopo avervi mostrato ieri le pochette che fanno parte della collezione Monogram Empire oggi è giunto il momento di presentarvi le borse della linea Galuchat, senza dubbio una delle mie preferite in assoluto. Le sue pochette sono realizzate in pregiata pelle di stingray, decorata con fiori in Swarovski o con righe di colori fluo che sono un po’ il tormentone di questa stagione.

lv pe 2011 Galuchat Maestria

La collezione primavera-estate 2011 di Louis Vuitton è davvero molto ricca di novità interessanti e frizzanti. Rispetto alla collezione della stagione precedente si tratta certamente di una visione molto differente, più eccentrica e stravagante, con borse dal design innovativo e dall’uso di materiali preziosissimi.

Sono tante linee che troviamo in questa nuova collezione, dalla Monogram Empire di cui vi abbiamo parlato proprio ieri fino alla Cuir Art Déco o alla Monogram Savage, impreziosita da paillettes metalliche. Oggi invece è giunto il momento di parlarvi della linea Galuchat.

Due le pochette protagoniste, la Galuchat Maestria, decorata con righe di colori fluo che ritroviamo anche in molte altre collezioni moda, da Jil Sander a Prada, e la Galuchat Art Nouveau, impreziosita da decorazioni floreali in Swarovski. La chiusura è sempre quella tradizionale, che si ispira alla chiusura a S dei bauli vintage della maison.

Commenta

Ricorda i miei dati

Inviami una e-mail quando ci sono altri commenti

Pubblica commento
Penny 25 gennaio 2011 21:50
Subtract karmaAdd karma

Mi sembra che nelle nuove collezioni Jacobs non osi le stravaganze e le incursioni nell’arte contemporanea che gli sono proprie, nè voglia però restare nel classico, come se fosse in un limbo, credo che queste collezioni le abbia solo visionate, senza metterci mano…

Rispondi Segnala abuso
VALERIA GENESINI 21 febbraio 2011 18:22
Subtract karmaAdd karma

Già le antiche civiltà, che credevano che la pelle di razza portasse forza e potere a chiunque la indossasse, la utilizzarono per guarnire le impugnature e i foderi delle spade. La indossò Attila il Re degli Unni, la utilizzarono gli egizi per decorare gli abiti da cerimonia e le tombe dei faraoni e i Samurai Han e Shogun per ricoprire l’impugnatura delle katane e dei tanto e per decorare le armature più eleganti. In Europa, prima dello sviluppo della concia, si commercializzavano solo le spine presenti sulla coda della razza per farne oggetti rari e preziosi come pettini e tagliacarte. Il primo grande artigiano europeo che lavorò la pelle di razza fu il francese Jean-Claude Galuchat che nel XVII secolo divenne famoso per i suoi capolavori. Galuchat iniziò a lavorare questa pelle per Luigi XV e la sua corte, realizzando numerosi oggetti e riuscendo a mettere in evidenza la bellezza intrinseca e il mistero di questo materiale. L’uso del termine Galuchat, come sinonimo di “pelle di razza”, può essere datato intorno al 1760/1775 quando appunto compare in più documenti per descrivere il materiale usato per ricoprire gli astucci degli orologi d’oro, delle trousse da viaggio e degli attrezzi di precisione. Fra gli estimatori del Galuchat compaiono la Marchesa di Pompadour, Monsignor Maresciallo di Richelieu, la Duchessa di Brissac e sua altezza reale il Duca Carlo di Lorena. Napoleone III aveva commissionato una stanza da letto interamente ricoperta di Galuchat che purtroppo andò distrutta nell’incendio al castello di Tulleries del 1871. Ma è solo intorno ai primi del 1900 che il Galuchat conosce il suo periodo d’oro, quando alcuni ebanisti francesi cominciarono a realizzare mobili, armadi, sedie, tavoli, lampade e suppellettili vari ricoperti di questo materiale con intagli in ebano ed avorio. Questa particolare produzione ha poi caratterizzato tutto il periodo dell’art déco. Esistono due tipi di Galuchat, il Galuchat a grani piccoli e il Galuchat a grani grossi. Il Galuchat a grani piccoli si ricava dalla parte ventrale di tre specie di squalo, mentre il Galuchat a grani grossi, che è quello più pregiato, si ottiene soltanto dalla razza “Dasyatis Sephen” dai caratteristici tre grani più grossi sul dorso che vive nell’oceano Indo-Pacifico. La razza è un pesce cartilagineo con una pelle particolarmente dura e resistente composta da grani che disegnano un mosaico con un particolare motivo intorno alla zona dorsale. Ogni grano ha la stessa struttura di un dente umano e da ciò deriva la durezza di questa pelle che anche dopo la concia conserva una resistenza ed una durata all’usura unica. Oggi i prodotti realizzati con il Galuchat sono commercializzati in un’area molto ristretta tra artigiani e collezionisti di livello.

MI PREGIO INFORMARVI CHE GLI ANIMALI UCCISI, MASSACRATI, SQUOIATI PER LE VOSTRE BORSETTE, GIOIELLI, SCARPE, SONO GIA’ A RISCHIO ESTINZIONE.
VI DISTINGUERESTE MAGGIORMENTE UTILIZZANDO MATERIALI NATURALI, E NON UCCIDENDO ANIMALI CHE RISCHIANO DI SCOMPARIRE PER FARE SOLDI.

Rispondi Segnala abuso