Il re di Louis Vuitton, Marc Jacobs racconta i suoi anni anarchici

Il re di Louis Vuitton, Marc Jacobs racconta i suoi anni anarchici
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    Marc Jacobs è il genio che sta dietro alle collezioni di Louis Vuitton, ed è lui che ha creato la linea di borse e accessori dedicata a Stephen Sprouse. A cinque anni dalla morte di Stephen Sprouse, Marc Jacobs, ha deciso di ri-raccontarlo in una mostra che in questi giorni è a New York, la «Rock on Mars», fluorescente, rock, androgina e contemporanea. questo il titolo.

    Nonostante dalle sue creazioni non si direbbe, Marc Jacobs è piuttosto burbero e schivo, ma in occasione della mostra e della collezione per Stephen Sprouse che ha realizzato per Louis Vuitton ha deciso di raccontarsi un po’: “Sono cresciuto a New York e ho frequentato le discoteche, così non potevo non conoscere Sprouse. Sono stato un grande fan dei suoi lavori fin dall’inizio; ho indossato e collezionato molti dei suoi abiti e quando ha iniziato ad esibire le sue opere d’arte sono diventato un grande ammiratore anche di quelle. I suoi abiti avevano proprio quello stile cool newyorkese. Erano pieni di musica, di citazioni rock, della Factory di Andy Warhol e roba del genere… Per me lui era una specie di Halston versione rock-and-roll”. I ricordi si sciolgono e Marc continua: “Cercavo casa a Parigi per caso ho visitato l’appartamento che all’epoca era in affitto a Charlotte Gainsbourg a Saint Germain. Nella sua camera da letto c’era un baule Louis Vuitton verniciato e scrostato in nero da suo padre Serge. Ho pensato fosse un’idea molto cool, molto punk, ma anche molto anarchica.

    Mi ricordava la mia opera d’arte preferita, L.H.O.O.Q. di Marcel Duchamp”.

    In merito alla bellissima collezione, per il quale lui stesso diventa testimonial dice: “Cercavo qualcosa di iconico e venerabile dandogli però un nuovo significato, distruggendolo o sfigurandolo“. Guarda caso una borsa: “Avremmo potuto chiamare un mago della grafica, ma non volevo fossero semplicemente dei graffiti di uno qualsiasi. Ho pensato a quale mano e a quali graffiti significassero qualcosa per me e ovviamente sono risalito immediatamente a Stephen. Stephen come artista, Stephen come f i g u r a newyorkese, Stephen e il suo stile nei graffiti, aveva la credibilità della strada ma anche quello stile tipico del designer di moda”.

    Guardate l’intera collezione, dopo le parole di Marc Jacobs sono sicura che le borse vi trasmetteranno qualcosa in più rispetto a prima.

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