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Alexander McQueen morto suicida

Alexander McQueen morto suicida
da in Borse 2010, Borse Alexander McQueen, Primo Piano
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    Non avrei mai pensato di dover un giorno comunicare questa notizia, non avrei soprattutto mai pensata di comunicarla adesso. Oggi a quarant’anni si è spento Alexander McQueen, nel modo più tragico che si potesse immaginare. Il geniale stilista inglese, famoso per le sue creazioni al limite dell’ordinario, ci lascia dopo aver presentato la sua collezione maschile a Milano Moda Uomo e poco prima di presentare il 9 marzo la sua ultima attesissima collezione. Se siete lettrici di Bags Stylosophy, saprete bene quanto io io lo adorassi, in tutte le sue ostentazioni e stravaganze. Senza dubbio ci lascia uno dei talenti più geniali della moda internazionale.

    La notizia della tragica morte di Alexander McQueen continua a rimbalzare di sito in sito, come un tam tam. Il comunicato che è stato diffuso recita soltanto: “E’ una tragica perdita. Al momento non rilasciamo dichiarazione anche in rispetto della sua famiglia”. Secondo il quotidiano Independent di Londra, la polizia ha affermato: “siamo stati chiamati dall’ambulanza intorno alle 10,20 di questa mattina. Ci chiedevano di ointervenire per un uomo trovato morto al suo indirizzo di Green Street W 1″. Si ipotizza che si sia tolto la vita impiccandosi.

    Figlio di un tassista dell’East End londinese, McQueen aveva lasciato la scuola all’età di 16 anni per entrare subito nel mondo della moda. Dopo aver lavorato per Savile Row, per Gieves & Hawkes e per celebri costumisti teatrali come Angels e Bermans, a 20 anni McQueen si era trasferito a Milano per lavorare per Romeo Gigli.


    Nel 1992 era tornato a Londra per completare la propria formazione presso la prestigiosa Saint Martin’s School of Art e nel 1996 ottiene finalmente il grande riconoscimento internazionale, quando diventa giovanissimo il direttore creativo di Givenchy al posto di John Galliano.

    Nel 2001 lascia polemicamente la maison e fonda il suo marchio. Per quasi dieci anni ci aveva stupito, affascinanto, ammaliato, ma a volte anche sconvolto, con le sue creazioni più provocatorie, con i suoi abiti che sembravano prestati più all’haute couture che al pret à porter.

    Per anni l’ho seguito e l’ho amato e la notizia che oggi McQueen non è più tra di noi mi riempie il cuore di tristezza infinita. Finisce così, in un attimo, la favola di questo talentuoso giovane, del bad boy della moda inglese, della sua moda onirica, fantascientifica e stravagante, che aveva dato nuova linfa a tutta la fashion industry.

    Si dice che fosse depresso per la morte della madre e che settimane fa ne avesse parlato con i suoi fan su Twitter. Durante la sfilata per le collezioni a/i 2010 2011 durante Milano Moda Uomo aveva cercato di mascherare il suo dolore cercando di trasportare il suo lato più oscuro sulla passerella, nei suoi vestiti, come in una catarsi.

    La sfilata della sua collezione per la moda donna, fissata per il 9 marzo, doveva essere il suo grande trionfo. Ora sarà iltributo postumo di uno dei più grandi artisti del millennio. Noi di Bags Stylosophy lo vogliamo ricordare con alcune delle sue creazioni più particolari, che ce lo hanno fatto amare.

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